29.02.2016 Comunicazioni - old No Comments

Modalità di accesso alle pratiche edilizie – Lettera ai Comuni

Di seguito, per opportuna conoscenza, lettera inoltrata ai Comuni della Provincia di Pavia in merito a quanto riportato in oggetto.

Cordiali saluti.

La Segreteria

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Prot. 380

Ai Sindaci
Ai Responsabili degli Uffici Tecnici
dei Comuni della Provincia di Pavia

Lo scrivente Ordine degli Architetti ha ricevuto diverse segnalazioni da parte di professionisti dalle quali emerge che i Comuni richiedono la corresponsione di somme assolutamente sproporzionate per consentire l’accesso ai documenti amministrativi.

Tale prassi, oltre ad essere illegittima per i motivi che seguono, si traduce in un pesante ostacolo all’esercizio delle ordinarie facoltà spettanti ai proprietari di edifici che intendano richiedere un titolo abilitativo per effettuare interventi edilizi. Infatti, laddove per la presentazione di istanza di permesso di costruire il Comune richieda di attestare che l’edificio esistente sia conforme ai titoli in precedenza rilasciati, la consultazione della pratica edilizia esistente presso gli Uffici Comunali diviene un passaggio obbligato per poter ottenere detto titolo abilitativo.

Inoltre, come si è detto, la richiesta di somme esorbitanti e non commisurate all’effettivo costo vivo di riproduzione contrasta palesemente con quanto previsto dall’art. 25, comma 1, della l. 241/1990, in base al quale “Il rilascio di copia è subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura”.
Non è consentito, pertanto, richiedere importi che si traducono in una imposizione patrimoniale sfornita di qualsiasi fondamento normativo oltre che lesiva di un diritto riconosciuto e garantito dalla legge.

Si aggiunga, altresì, che, in base all’art. 5 del regolamento attuativo della suddetta legge (D.P.R. 184/2006), qualora in base alla natura del documento richiesto non risulti l’esistenza di controinteressati il diritto di accesso può essere esercitato in via informale mediante richiesta, anche verbale, all’ufficio dell’amministrazione competente a formare l’atto conclusivo del procedimento o a detenerlo stabilmente. Il richiedente deve indicare gli estremi del documento oggetto della richiesta ovvero gli elementi che ne consentano l’individuazione, specificare e, ove occorra, comprovare l’interesse connesso all’oggetto della richiesta, dimostrare la propria identità e, ove occorra, i propri poteri di rappresentanza del soggetto interessato. La richiesta, esaminata immediatamente e senza formalità, è accolta mediante indicazione della pubblicazione contenente le notizie, esibizione del documento, estrazione di copie, ovvero altra modalità idonea.

È del tutto evidente che nel caso di richiesta di una pratica edilizia da parte del proprietario dell’edificio oggetto della pratica stessa (o di un suo delegato, quale il professionista incaricato per l’intervento edilizio) non possa configurarsi alcun controinteressato all’accesso stesso e pertanto che l’istanza possa avvenire verbalmente e debba essere evasa immediatamente, senza formalità e senza frapporre ostacoli temporali che aggravino senza alcun motivo il concreto ed effettivo esercizio di un diritto riconosciuto e sancito dalla legge.

Auspicando, pertanto, che le Amministrazioni in indirizzo consentano, nel rispetto dei principi anzidetti, l’effettivo esercizio del diritto di accesso alle pratiche edilizie, lo scrivente Ordine vigilerà e porrà in essere le opportune azioni a tutela dei propri iscritti qualora dovessero riscontrarsi violazioni alla normativa vigente.

Ringraziando per l’attenzione, si porgono distinti saluti.

Il Presidente
arch. Aldo Lorini