18.02.2014 Comunicazioni - old No Comments

Comune di Pavia: nuovo metodo di valutazione delle pratiche edilizie in seno alla Commissione Paesaggistica

Prot. 328

Agli iscritti

Inoltriamo agli iscritti quanto riferitoci dall’Arch. Paolo Marchesi, rappresentante del nostro Ordine in seno alla Commissione Paesaggistica del Comune di Pavia.

Come già sottolineato in una precedente comunicazione il nostro Ordine si sta impegnando ad instaurare un rapporto di reciproca collaborazione con l’ufficio tecnico del Comune di Pavia, nella figura dell’Assessore al Territorio, Urbanistica ed Edilizia Privata Marco Bellaviti e del Dirigente del Settore Pianificazione e Gestione del Territorio Ing. Valentina Dalmanzio, nell’intento di raggiungere tangibili risultati per quanto attiene la semplificazione delle procedure, la certezza delle tempistiche, i chiarimenti interpretativi riguardo la normativa vigente.
Tutti aspetti le cui migliorie sono fondamentali al fine di cercare di imboccare la via giusta per il rilancio edilizio in particolare, ed economico dell’intera città in generale.
Per quanto attiene il lavoro della Commissione del Paesaggio, presieduta dal Prof. Ing. Marco Morandotti, ci si è resi conto che l’esame delle istanze in ordine cronologico di ricevimento portava, molto spesso, a destinare la maggior parte della mattinata alla disamina di progetti di scarso impatto quali la posa di pannelli solari, la sistemazione di recinzioni, l’abbattimento di alberi, la posa di insegne pubblicitarie ecc…, a scapito degli interventi edilizi di nuova costruzione o di ristrutturazione.
Questo sistema non permetteva, soprattutto in fatto di tempo, la necessaria tranquillità per una profonda valutazione degli aspetti paesaggistici dei progetti edilizi di una certa importanza e valenza.
Si è così concordato con gli uffici di demandare agli stessi una pre-verifica di tutte le pratiche poste all’ordine del giorno arrivando alla individuazione di tre gruppi: il primo comprendente proposte di scarso o nullo impatto paesistico, il secondo simile al primo ma con particolarità degne di una più attenta valutazione, il terzo indicante le nuove progettazioni e le sostanziali ristrutturazioni.
In questo modo l’attenzione dei componenti della commissione viene posta in modo più veloce sui primi due gruppi, lasciando un tempo sufficientemente adeguato per una disamina approfondita delle proposte progettuali vere e proprie.
Questo sistema permette inoltre di poter lasciare spazio, se ritenuto necessario dalla Commissione, dagli uffici o dai professionisti, ad un confronto diretto con i progettisti.
Il principale scopo di questa comunicazione è l’invito, rivolto ai nostri iscritti, di cogliere la convocazione della Commissione non come una sorta di verifica d’esame ma come un serio e costruttivo confronto sulle scelte progettuali, che spesso, con la sola visione degli elaborati cartacei, potrebbe portare a delle spiacevoli e deleteree incomprensioni.
Le esperienze pregresse hanno più volte dimostrato che il dialogo porta a risultati decisamente migliori; è certamente necessario e fondamentale che entrambe le parti abbiano però un approccio positivo e disponibile al confronto, senza specifici ideologismi e soprattutto senza pregiudizi.
Con questa semplice nuovo metodo, che porta a porre maggiore attenzione ai progetti che dovrebbero e potrebbero cambiare il volto alla città, si spera di dare maggior spazio ai progettisti stimolando le loro capacità di ricerca dell’architettura di qualità che, se supportata da valide scelte di base ben giustificate, porterebbe anche ad una più libera e liberale interpretazione delle seppur necessarie rigide normative. Parlando ad architetti è inutile soffermarsi su quali e quanti giovamenti la qualità architettonica porterebbe alla città, non solo alla parte imprenditoriale ma alla cittadinanza tutta.

Cordiali saluti.

Il Presidente
Arch. Aldo Lorini