Codice deontologico
Visto l’art. 4, comma 2, Cost. che così recita: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”;
Visto l’art. 9 Cost., che così recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”;
Visto l’art. 41 Cost., che così recita: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. La legge stabilisce i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”;
Vista la Direttiva 2005/36/CE, che in particolare al 27° Considerando così recita:
“La creazione architettonica, la qualità delle costruzioni, il loro inserimento armonioso nell’ambiente circostante, il rispetto dei paesaggi naturali e urbani e del patrimonio collettivo e privato sono di pubblico interesse”;
| PREAMBOLO: LA PROFESSIONE DI ARCHITETTO | SelezionaVisualizza> |
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La professione di Architetto è espressione di cultura e tecnica che impone doveri nei confronti della Società, che storicamente ne ha riconosciuto il ruolo nelle trasformazioni fisiche del territorio, nella valorizzazione e conservazione dei paesaggi, naturali e urbani, del patrimonio storico e artistico e nella pianificazione della città e del territorio.
Con la sua attività, l’Architetto nel comprendere e tradurre le esigenze degli individui, dei gruppi sociali e delle autorità in materia di assetto dello spazio concorre alla realizzazione e tutela dei valori e degli interessi generali; come espressi dalla legislazione di settore in attuazione della Costituzione e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. L’Architetto rende la sua opera per realizzare le esigenze del proprio Committente, fornendo il sapere e l’assistenza tecnica necessari; promuove una trasformazione degli spazi che tenga conto del patrimonio culturale e architettonico, salvaguardando gli equilibri naturali e garantendo la sicurezza delle persone e la qualità della vita dell’utente finale. Per poter svolgere al meglio il suo compito, l’Architetto ha il dovere di conservare la propria autonomia di giudizio e di difenderla da condizionamenti esterni di qualunque natura. Con la sua firma, dichiara e rivendica la responsabilità, intellettuale e tecnica, della prestazione espressa. Il ruolo riconosciutogli dalla Società richiede che l’Architetto curi la propria formazione, conservando e accrescendo il sapere con particolare riferimento ai settori nei quali è svolta l’attività, in modo da comprendere l’ambiente, i luoghi e le relazioni economiche, sociali e culturali. Il Codice Deontologico è destinato a garantire il corretto svolgimento della professione e, per il suo tramite, alla compiuta realizzazione del compito che la Società affida all’Architetto. Il rapporto con il Committente, caratterizzato da una forte asimmetria informativa, si basa sulla fiducia, che si connota in senso personale e sociale, ed è aspettativa di un comportamento corretto e cooperativo basato su standard e regole comunemente condivise. Tale aspettativa si fonda sulla conoscenza diretta del professionista, ma anche e soprattutto sull’affidabilità della categoria alla quale appartiene. La regola deontologica rende prevedibili e coercibili i comportamenti dei singoli professionisti costruendo così l’affidabilità di una categoria e, quindi, la sua credibilità. La credibilità si fonda su una corretta condotta professionale e si alimenta nella capacità dell’architetto di essere all’altezza del ruolo che la Società gli affida. Il Codice deontologico tutela il decoro della categoria quale patrimonio che l’Architetto deve preservare per un corretto rapporto con il Committente e per mantenere la fiducia che la Società ripone nella sua figura professionale. | |
| Titolo I: PARTE GENERALE | SelezionaVisualizza> |
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Art. 1
(Finalità e ambito di applicazione)
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| Titolo II: PRINCIPI E DOVERI GENERALI | SelezionaVisualizza> |
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Art. 2
(Professionalità specifica)
Art. 3
(Lealtà e correttezza)
Art. 4
(Indipendenza)
Art. 5
(Riservatezza)
Art. 6
(Competenza e diligenza)
Art. 7
(Aggiornamento)
Art. 8
(Verità)
Art. 9
(Legalità)
Art. 10
(Responsabilità patrimoniale)
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| Titolo III: RAPPORTI ESTERNI | SelezionaVisualizza> |
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Art. 11
(Rapporti con altri professionisti)
Art. 12
(Patti di esclusiva)
Art. 13
(Concorrenza sleale)
Art. 14
(Divieto di attività senza titolo professionale o di uso improprio di titoli)
Art. 15
(Sostituzione di collega per decesso)
Art. 16
(Sostituzione di collega per sospensione o temporaneo impedimento)
Art. 17
(Rapporti con l’Ordine)
Art. 18
(Rapporti con le Istituzioni)
Art. 19
(Partecipazione a commissioni e giurie)
Art. 20
(Attività di assistenza a gare e concorsi)
Art. 21
(Cariche istituzionali)
Art. 22
(Partecipazione a campagne elettorali politiche)
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| Titolo IV: RAPPORTI INTERNI | SelezionaVisualizza> |
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Art. 23
(Rapporti con collaboratori e dipendenti)
Art. 24
(Rapporti con tirocinanti)
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| Titolo V: ESERCIZIO PROFESSIONALE | SelezionaVisualizza> |
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Art. 25
(Incarico professionale)
Art. 26
(Conflitto di interessi)
Art. 27
(Interferenza tra interessi economici e professione)
Art. 28
(Accettazione dell’incarico)
Art. 29
(Subentro al collega)
Art. 30
(Incarico congiunto)
Art. 31
(Riservatezza professionale)
Art. 32
(Compensi)
Art. 33
(Esecuzione dell’incarico)
Art. 34
(Standard prestazionali)
Art. 35
(Cessazione dell’incarico)
Art. 36
(Rinuncia all’incarico)
Art. 37
(Inadempimento)
Art. 38
(Restituzione dei documenti)
Art. 39
(Richieste di pagamento)
Art. 40
(Informativa)
Art. 41
(Pubblicità informativa)
Art. 42
(Limiti)
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| Titolo VI: POTESTA’ DISCIPLINARE | SelezionaVisualizza> |
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Art. 43
(Potestà disciplinare)
Art. 44
(Parità di trattamento, tutela dell’affidamento e unità dell’Ordinamento)
Art. 45
(Certezza del diritto)
Art. 46
(Volontarietà della condotta)
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| Titolo VII: SANZIONI | SelezionaVisualizza> |
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Art. 47
(Sanzioni)
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| Titolo VIII: DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI | SelezionaVisualizza> |
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Art. 48
(Disposizione finale)
Art. 49
(Aggiornamento del Codice deontologico)
Art. 50
(Entrata in vigore)
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